Caro Bagnasco: la lettera di Don Gallo
di Don Andrea Gallo
Non è mio compito sviluppare qui un discorso sia teologico, sia soprattutto pastorale. La nostra Comunità da quarant´anni è sempre aperta a donne e uomini omosessuali, di diverso ceto sociale e formazione culturale. Di conseguenza abbiamo ascoltato testimonianze sofferte, meditate, oneste, complesse, assolutamente non polemiche in costante ricerca di dialogo per uscire da una pesante emarginazione e con le ferite gravi del disprezzo. Qualche volta però stupite, se non deluse e pieni di desiderio di trovare amore evangelico nella Chiesa. La Comunità di San Benedetto ha cercato di non sostituire il cliché diffuso che presenta l´omosessuale tutto in negativo, con quello che lo presenta tutto in positivo, e meno ancora si vorrebbe lasciare pensare che esista un tipo Unico e riconoscibile di omosessuale e di omosessualità. Non si è mai voluto fare l´apologia della omosessualità. Ma si affermava che esistono diritti inalienabili dove il "positivo" è palese, per metterlo in giusto risalto, come necessario ed urgente, trattandosi di una scelta che ha ancora bisogno di essere riscattata da uno stigma vergognosamente negativo. Il "Genova Pride" sta decollando e si svolgerà il 27 Giugno. La scelta della data ha significati simbolici, ma ne ha uno politico e si rivolge anche alla Chiesa Cattolica. Il "Corpus Domini" è rispettato. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (1992) afferma: "un numero non trascurabile di uomini e donne presenta tendenze omosessuali innate. Costoro non scelgono la loro condizione omosessuale. (n.2358). Sgomberato il campo da tanti pregiudizi, desidero rivolgere un appello al Vescovo, alla Chiesa che è in Genova, sintetizzato su tre obiettivi: accoglienza, riflessione, dialogo per gay, trans, lesbiche. Non credo di dover spendere molte parole per dire che se non è giustificato l´atteggiamento di pseudo-comprensione, lo è ancor meno quello che fa coincidere l´omosessuale con il tipo eccentrico a tutti i costi, narcisista insopportabile, esibizionista, pericoloso. Dove trovare spazi di visibilità? Mi pare poter dire a tutti, in particolare modo a chi si definisce cristiano, che proprio l´ascolto simpatico delle persone permette di scoprire oltre le differenze pure notevoli, una grossa base comune. E´ auspicabile che questo "Pride" sia un Evento, un Segno, che non solo serva a lenire dolorosi sensi di colpa, ma possa aprire, all´interno della amata Chiesa, una discussione e una chiarificazione necessaria, Padre McNeil (S.J.) autore di studi profondi dimostra, Sodoma e Gomorra furono arse non per i loro costumi sessuali, ma per aver mancato gravemente ai doveri di ospitalità. Il Vaticano II dichiara: l´Uomo può volgersi al Bene soltanto nella Libertà. (Gaudium et Spes).
Articoli più recenti:
- È Polistena il primo comune italiano «amico di gay, lesbiche e trans»
- Da tutta Italia a Genova per il cambio di sesso
- Moschea e Gay Pride un filo rosso
- A Genova arrivano i negozi "friendly"
- Brokeback Mountains, la Rai ci riprova
Articoli meno recenti:
- Gay pride, il dialogo e il rispetto
- Gaypride, inaugurato l'infopoint con i bambini dell'asilo
- Spostato al 27 giugno il Genova Gay Pride 2009
- Lella Costa inaugura la sede del Pride per i diritti di tutti
- GAY PRIDE A GENOVA: SOLO UN INVITO A DESK COMUNE ALLA BIT


