Omofobia: la Liguria verso una legge antidisciminazione

 

 

La proposta di legge ''Norme contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o dall'identita' di genere''  ha superato oggi l'ultimo esame presso la I commissione Affari generali e istituzionali della Regione Liguria. Ora passa al Consiglio.

 ''Viva soddisfazione  per un passo fondamentale che porta la Liguria a essere la seconda regione, dopo la Toscana, ad avere uno strumento legislativo contro le discriminazioni sessuali'', ha dichiarato il presidente del gruppo consiliare regionale dei Verdi Cristina Morelli, proponente e prima firmataria del testo. La legge dovrebbe essere posta all'ordine del giorno nella prossima seduta del  consiglio regionale. ''Purtroppo - dichiara Morelli - il governo ci ha bocciato la parte che prevedeva l'erogazione gratuita di ormoni per coloro che devono affrontare il cambiamento d'identita'. La parte riguardante gli ormoni, verra' comunque riportata appena l'affiancamento del governo cessera',  ad aprile dell'anno prossimo''. “Peccato che il tavolo di monitoraggio del governo da Roma abbia bocciato la proposta di inserire nella legge i trattamenti ormonali gratuiti per persone transessuali", ha rimarcato il presidente di Arcigay Genova Valerio Barbini. "Ciò resta  un’istanza fondamentale per tutto il movimento lgbtq e lavoreremo affinchè venga re-inserito dopo aprile, quando la Regione tornerà ad avere la propria autonomia finanziaria". Secondo i consiglieri del Pdl Gianni Plinio, Matteo Rosso e Luigi Morgillo, con la bocciatura delle forniture gratuite di ormoni  il ministero del Welfare ha considerato la proposta di legge Morelli incompatibile con il piano regionale di rientro sanitario. ''Sarebbe stato assurdo e iniquo - sottolineano i tre consiglieri - dare ai trans ormoni gratis quando i pazienti liguri sono costretti a fare lunghissime liste di attesa per sottoporsi ai piu' semplici accertamenti diagnostici. Abbiamo dato un voto negativo alla legge - concludono i consiglieri Pdl - in quanto contestiamo l'istituzione di corsie preferenziali in materia di assistenza sanitaria e lavorativa in favore di gay, lesbiche e trans. Per noi tutti i cittadini sono uguali e hanno pari diritti e doveri, indipendentemente dall'orientamento sessuale". "Ai consiglieri PDL ripetiamo l’invito che è stato fatto loro dal ministro Scajola”, aggiunge il segretario nazionale Arcigay Riccardo Gottardi  "che finalmente abbiano un po' di coraggio e sostengano una legge che non dovrebbe essere ideologica e che dia seguito a principi di libertà e uguaglianza che dovrebbero essere comuni a tutti gli schieramenti".

 

 

 

 

 


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