Discriminazione, Morelli: "Legge respinta in via di principio"

NON PIACE al governo Berlusconi la legge regionale ligure contro l' omofobia. Su proposta del ministro agli affari regionali Raffaele Fitto è stata infatti impugnata, insieme ad altre, la legge n.52/2009 della Liguria recante "Norme contro le discriminazioni determinate dall' orientamento sessuale o dall' identità di genere".

Squisitamente tecnica la motivazione: la legge eccede dalle competenze regionali perché solo lo stato può decidere in materia di diritto civile. E questo visto che alcune disposizioni, secondo palazzo Chigi, obbligherebbero i privati a determinate azioni il cui mancato rispetto porterebbe a sanzioni; inoltre, «prevedendo la possibilità di delegare altro soggetto per l' accesso alle strutture di ricovero e cura in relazione ' ad ogni esigenza assistenziale del designante' , disciplina l' istituto della rappresentanza, che rientra nella materia dell' ordinamento civile, di competenza statale». E conclude segnalando che un' analoga norma era contenuta nella legge della Regione Toscana poi definita illegittima dalla Corte Costituzionale. Stupita ma tranquilla Cristina Morelli, l' esponente Verde prima firmataria della proposta di legge approvata il 29 ottobre scorso. «Per quanto riguarda la delega in materia sanitaria, sappiamo bene che la legge toscana era stata respinta; tanto che noi chiediamo solo che la persona designata possa essere informata, non che decida sulla salute del ricoverato - spiega - la prima obiezione, peraltro, non la capisco proprio: da nessuna parte si prevedono sanzioni, per nessuno. Sono convinta che la legge non l' abbiano nemmeno letta, ma solo respinta in via di principio». E prima di pensare ad una mobilitazione, si attende che ora si pronunci la Corte Costituzionale. Repubblica