Vendola: l'Italia è pronta per un premier gay
Scritto da Giornalettismo Mercoledì 21 Luglio 2010 15:59
La sinistra «deve curarsi ha una grave malattia, la sindrome di Zelig. Per paura di perdere contro Pdl e Lega, si traveste da destra. Per paura di perdere il consenso del mondo cattolico, si traveste da cardinale. Per paura di perdere i voti degli imprenditori, si traveste da Confindustria». In un’intervista a Libero, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parla della sua candidatura alle primarie del Pd per le priossime politiche.
NON SONO UNA MINACCIA – Spiega Vendola: «Mi hanno chiamato molti dirigenti del Pd per esprimermi il loro sostegno. Io sono fiducioso che il Pd non mi percepisca come una minaccia». E a chi gli chiede chi stia sfidando tra Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani, replica: «Con la mia discesa in campo sto cercando di portare un pò di vita nel centrosinistra». Quando al leader del Pd, «il suo è un silenzio di riflessione. E credo che il Pd non possa non considerare il tema che io pongo: una rifondazione del centrosnistra e le primarie come metodo indispensabile». Del premier, Berlusconi, Vendola dice che «come tutti i prodotti pubblicitari, è usurato» e se l’età e la persona meritano rispetto e considerazione, tuttavia «il modello è vecchio». Il leader di Sel, però, ammette di essere in parte figlio del berlusconismo «e delle sue prime crepe». Il presidente del Consiglio, secondo il governatore, «è la proiezione sulla scena pubblica dell’Italia del Grande Fratello. Ma questo film è giunto ai titoli di coda». E l’Italia, dice Vendola, è pronta a un premier gay. Come la Puglia.
DI PIETRO E BERSANI - Sulla candidatura di Vendola, il segretario del Pd, Bersani non ha espresso alcun giudizio. Questa reazione, il governatore l’ha interpretata come un «silenzio di riflessione» da parte di una persona «di grande serietà e moralità». Mentre la reazione contraria del leader dell’Idv, Antonio Di Pietro Vendola la legge come il timore che «possa riportare nell’alveo del Pd tutti i voti che ha drenato al centrosinistra, cannibalizzando la sinistra radicale. Ma non sono sceso in campo per togliere spazio vitale a Di Pietro». Quanto a D’Alema, Vendola lo definisce «una persona generosissima» e anche quando è stato attaccato dall’ex premier, si è trattato di un «atto di generosità, perchè sapeva di avere la possibilità di perdere la partita». Nel centrodestra, il governatore pugliese, in un’ipotetica alleanza, sceglierebbe Fabio Granata, «ma non potrei arruolarlo – conclude – perchè verrebbe additato come la prova postuma che tra i finiani c’è un’intelligenza col nemico».
SPARIGLIARE I GIOCHI - Nell’intervista a Rainews24, invece, Vendola critica il Pd, accusandolo di non essersi saputo proporre come alternativa credibile a Berlusconi: «Il centro sinistra – sottolinea – vive una contraddizione paradossale: nel momento in cui tracolla Berlusconi e il berlusconismo, non avanza una prospettiva chiara e forte di alternativa». E continua «Letta è una persona che pensa che sia giusto che il Pd quando scoppia la questione di Pomigliano giri la testa dall’altra parte. Mentre Tremonti e Sacconi spingono Marchionne a travestirsi da valletta anni 50 e a vivere quella vertenza trasformandola in un ricatto nei confronti degli operai, il centro sinistra volge la testa dall’altra parte. Allora non può vincere! Noi ci siamo battuti contro il bavaglio ai giornalisti e oggi forse abbiamo avuto qualche buona notizia, qualche cambio di passo. Ma il bavaglio ai giornalisti è grave quanto il bavaglio agli operai di Pomigliano o di Melfi. L’articolo 21 della Costituzione è importante ma prima dell’articolo 21 ci sono l’articolo 1, che dice che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro e l’articolo 3, il principio di uguaglianza. Se la sinistra si perde per strada gli articoli 1 e 3 della Costituzione oppure li declama retoricamente, avrà vinto sempre la destra». E a proposito della questione morale, alla domanda se riguardi solo il Pdl e Berlusconi, Vendola risponde: «Bisogna avere il coraggio di nominare la questione morale, sapendo che essa è dilagante e quando bussa alla porta di casa tua non puoi cavartela con l’adagio evangelico: ma questa è solo una pagliuzza, guardate piuttosto alla trave del mio avversario! Quando c’è la questione morale è sempre una trave, è sempre insopportabile».
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