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Europride 2010 - Varsavia: una giornata di orgoglio e di liberazione

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Arcilesbica. Sabato scorso, per la prima volta nella storia della Polonia, 20.000 persone hanno partecipato all'Europride 2010, attraversando il centro cittadino di Varsavia per raggiungere come destinazione finale la piazza della Costituzione.

 

Duemila agenti di polizia hanno separato il corteo da alcuni gruppi di destra, che più volte hanno inneggiato contro i manifestanti al fine di interrompere la manifestazione.
Arcilesbica Nazionale, rappresentata da Paola Brandolini ed Elisa Manici, insieme ad altre realtà della comunità lesbica e gay europea, ha partecipato all'evento per sostenere la battaglia per i diritti lgbt nell' Europa dell'Est:
"Il primo paese dell'Europa dell'Est ad ospitare un Europride, il paese che ha visto l'opposizione al pride cittadino da parte delle autorità locali per anni affiancate da un buona presenza di cittadini festanti a testimonianza del fatto che, al di là delle rimostranze di pochi e scarsi gruppi estremisti di destra o cattolici, i processi legislativi guidati da chi detiene il potere, sono spesso più arretrati dell'avanzamento culturale dei cittadini. E noi in Italia, fanalino di coda di una Europa occidentale, che ormai ha ampiamente legiferato in materia, ne sappiamo qualcosa", ha commentato Paola Brandolini.

Alla manifestazione hanno partecipato l'ambasciatore britannico Ric Todd insieme al ministro gay conservatore Nick Herbert, mentre Marek Borowski, leader del partito socialdemocratico polacco, ha promesso di aprire il prossimo Pride nella capitale se ne verrà eletto sindaco.

Elisa Manici ha sottolineato: "Il primo Europride dell’Est Europa è stato un segnale importante per tutti i Paesi di quell’area geografica, in cui l’organizzazione e lo svolgimento dei Pride vanno incontro a seri problemi, come il Baltic Pride svoltosi a Vilnius in maggio, o sono addirittura vietati. E’stata una giornata di festa per Varsavia, una giornata di festa per tutte le persone accorse da molti Paesi europei, ma soprattutto una giornata di orgoglio e di liberazione. Anche se è mediaticamente più efficace sottolineare e ingigantire eventuali scontri e tafferugli tra i partecipanti al corteo e i contromanifestanti omofobi, che, se pure in pochi, erano presenti, va detto che il Pride si è svolto senza particolari intoppi, anche grazie al gigantesco dispiegamento di poliziotti che, nonostante creassero un cordone a protezione delle/dei manifestanti, sono stati una presenza non invasiva: il clima gioioso ha stemperato la tensione retrostante. Partecipare a Pride come questo aiuta a mettere a fuoco i motivi profondi del nostro attivismo, a dare e ricevere energia, ma soprattutto a rendersi conto di quanto sia parziale e limitata la prospettiva del mondo LGBT e dei diritti da cui guardiamo le cose nella nostra quotidianità".

Segreteria ArciLesbica Nazionale
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